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Poesia di August von Platen-Hallermünde
La tomba nel Busento

Cupi a notte canti suonano
da Cosenza su ‘l Busento,
cupo il fiume gli rimormora
dal suo gorgo sonnolento.
Su e giù pel fiume passano
E ripassano ombre lente:
Alarico i Goti piangono
Il gran morto di lor gente.
Ahi sì presto e da la patria
così lungi avrà il riposo,
mentre ancor bionda per gli omeri
va la chioma al poderoso!
Del Busento ecco si schierano
Su le sponde i Goti a pruova,
e dal corso usato il piegano
dischiudendo una via nuova.
Dove l’onde pria muggivano,
cavan, cavano la terra;
e profondo il corpo calano,
a cavallo, armato in guerra.
Lui di terra anche ricoprono
E gli arnesi d’or lucenti;
de l’eroe crescan su l’umida
fossa l’erbe de i torrenti!
Poi ridotto ai noti tramiti,
il Busento lasciò l’onde
per l’antico letto valide
spumeggiar tra le due sponde.
Cantò allora un coro d’uomini:
"Dormi, o re, nella tua gloria!
Man romana mai non violi
La tua tomba e la memoria!"
Cantò, e lungo il canto udivasi
Per le schiere gote errare:
recal tu, Busento rapido,
recal tu da mare a mare

August von Platen-Hallermünde (Ansbach, 24 ottobre 1796 – Siracusa, 5 dicembre 1835) Poeta, storico e drammaturgo fra i più noti della letteratura tedesca. Celebri le sue ballate, alcune delle quali furono tradotte da Giosué Carducci.

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