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Poesia di Attila Jozsef - Inverno
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Poesia di Attila Jozsef 
Inverno

Accendere bisogna un grande fuoco
perché la gente si scaldi. Buttarvi
dentro tutta la roba antica, vecchia,
rottami, scorie e ciò che è nuovo, intatto,

balocchi da bambino - oh le rincorse
felici! - e, a piene mani, quel che è bello:
ne canterebbe fipo al ciel la fiamma,
darebbe ognun la mano a un suo compagno.
Accendere bisogna un grande fuoco
perché è brina sul bosco e la città...
Strappare le maniglie alle cantine
gelide, fare un fuoco caldo, ardente.
Bisognerebbe, ahimè, far questo fuoco,
perché gli uomini possano sgelarsi.

La gente ha bisogno di scaldarsi, di uscire cioè dal gelo della solitudine individuale e dell'indifferenza reciproca. Il grande falò in cui si bruciano cose vecchie e nuove  - il passato e il presente - per fonderle in un'unica fiamma; il grande falò intorno al quale gli uomini si stringono in cerchio, è l'immagine che rappresenta la solidarietà, che ci scalderebbe il cuore.
Attila Josef,  il poeta ungherese che ha scritto questi versi, esprime in questa forma sia un giudizio critico sul mondo come è, sia la sua speranza in un mondo nuovo.

Attila Josef (1905- 1937). Poeta ungherese. Aderì molto giovane alle lotte del movimento operaio: morì suicida.
Temi ricorrenti nelle sue poesie sono la condizione del proletariato, i ricordi dell'infanzia, la ricerca di solidarietà fra le persone. Le sue opere sono state raccolte, postume, nel volume Tutte le poesie e traduzioni poetiche (1938).

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