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Sonetto contro Francesco Crispi
di Vamba

 

Nero vestito d’un costume bianco
Salìa, scendendo, l’erta della china;
era inerme e tenea la carabina
e gli pendea la sciabola dal fianco.

Da lungi, intanto, la chiesa vicina,
che si scorgea sul destro lato manco,
suonava con rintocco allegro e stanco
le tre pomeridiane, di mattina.

In quel momento ei si fermò, correndo,
chiuse gli occhi, e guardandosi d’intorno,
tacitamente disse: - Salgo o scendo?

E siccome dal pian della montagna
vedea Calatafimi, aggiunse: - Un giorno
questa città sarà la mia campagna!

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