In Italia, in un periodo di fortissime tensioni sociali, sorsero nel 1891 le prime Camere del Lavoro, come s chIamarono le associazioni dei lavoratori. Nell'anno successivo, 1892, fu fondato il Partito Socialista dei Lavoratori.
Nel 1906 si costituì la Confederazione Generale del Lavoro.
La situazione sociale nel nostro Paese si inasprì notevolmente al termine della prima guerra mondiale, per il diffuso malessere delle masse.
Durante il cosiddetto «biennio rosso» (1919-1920), sembrò prossima la rivoluzione in Italia. Ma contro le lotte e le rivendicazioni dei lavoratori reagì la borghesia, che si appoggiò ad un movimento politico di recente formazione, il fascismo.
Nel 1922 il fascismo andò al potere, col consenso della borghesia, e gli scioperi furono proibiti.
I lavoratori furono organizzati in«corporazioni», associazioni controllate e dirette da esponenti del fascismo al potere, quindi assoggettate agli interessi e alla politica del regime.
I lavoratori riacquistarono piena libertà di movimento e di organizzazione con la crisi del fascismo (25 luglio 1943). N e11944 fu rifondata la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, da cui si staccarono, nel 1949, la CISL (Confederazione Italiana Sindacato Lavoratori), di tendenza cattolica, e, nel 1950, la UIL (Unione Italiana del Lavoro), di tendenza laico-moderata.
Queste organizzazioni sindacali hanno operato in maniera separata negli anni Cinquanta e nella prima metà degli anni Sessanta.
Ma, a partire dal 1968, esse hanno stretto alleanza e hanno seguito delle vie unitarie, che sono risultate molto utili alle battaglie dei lavoratori.
Dopo, però, oltre un quindicennio di alleanza, la collaborazione fra le tre Confederazioni generali dei lavoratori, è andata in crisi nella prima metà degli anni Ottanta, quando alla società italiana si è proposta l'esigenza di cercare nuovi modelli di sviluppo.
Intanto, sotto la guida e l'ispirazione delle Confederazioni generali, i lavoratori hanno ottenuto notevoli avanzamenti sul piano economico, politico e sociale.
Il maggiore risultato è stato raggiunto
lo Statuto dei Lavoratori, contenuto nella Legge n. 300 del 20 maggio 1970.
I punti più importanti della legge sono le libertà sindacali, di parola e di pensiero e la democraticità del collocamento, cioè dell'inserimento degli individui nel mondo del lavoro.
Lo Statuto, però, contiene anche dei punti che, negli anni Ottanta, sono stati sottoposti a ripensamenti per ulteriori perfezionamenti.
Nella storia di tutti i movimenti, nessun risultato può essere definitivo e indiscutibile.
