Su tale cambiamento hanno inciso moltissimo nuovi concetti e principi affermatisi nel tempo, le lotte di emancipazione condotte dai lavoratori, l'appoggio dato a queste lotte dall'opinione pubblica, dai mezzi di comunicazione di massa e dai sindacati, le innovazioni scientifiche e tecnologiche, lo sviluppo industriale.
A livello di opinione pubblica, ormai, sono caduti i vecchi pregiudizi esistenti riguardo alla netta distinzione fra,lavori più nobili, riservati alle persone superiori sul piano economico, sociale e culturale, e lavori più materiali e volgari, destinati alle masse della gente più umile e diseredata.
I primi sarebbero di carattere professionale e avrebbero natura intellettuale o spirituale, i secondi sarebbero di natura materiale.
Oggi queste distinzioni sono state superate del tutto. Il lavoro, di qualunque natura, purché onesto e onestamente conquistato, è un mezzo necessario per sostenere la propria persona e la propria famiglia, è un' occasione per affermare la propria dignità, è un dovere sociale.
Gli articoli 23, 24 e 25 della Dichiarazione Universale dei diritti dell 'Uomo sanciscono il lavoro come un diritto e stabiliscono delle garanzie per i lavoratori.
Ecco 'il loro testo: «Art. 23. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione eque soddisfacente, che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Art. 24. Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Art. 25. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza.
Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa
protezione sociale».
