Marjorie Kinnan Rawlings nacque nel 1896 a Washington, morta nel 1953. Laureata in lettere, si dedicò prima nel settore pubblicitario poi al giornalismo. Nel 1928 comprò una fattoria in Florida: quel piccolo mondo di circa 30 ettari può essere considerato l'ambiente che influenzò i suoi libri migliori. Ambienta i suoi racconti e i suoi romanzi tra paesaggi semplici e primordiali.
La mela nascosta, L'ospite inatteso, Le mele d'oro, Il cucciolo
La mela nascosta, L'ospite inatteso, Le mele d'oro, Il cucciolo

Racconti di animali
di Marjorie Kinnan Rawlings
Il cucciolo
(Il brano è tolto da un bel libro, « Il cucciolo », in cui si narra la vita di un fanciullo, Jody, e di un piccolo capriolo, rimasto senza mamma, il quale diventa suo compagno in mille avventure. Qui è narrato l'incontro» dei due amici).
Jody tornò sul punto in cui aveva visto apparire il capriolo. Si mise carponi esaminando minutamente il suolo in cerca degli zoccoletti.
La pioggia aveva cancellato tutte le orme: i felini e gli avvoltoi erano venuti dopo.
Entro un cespuglio di felci riusci a distinguere tre, quattro ormette, appuntite, delicate come quelle
di una tortora. Sempre carponi si trascinò più addentro.
Un movimento a due passi da lui lo fece trasalire.
Il capriolo alzò la testa per guardarlo. La mossa fu lenta, come di chi è rassegnato a non poter rendersi conto di quello che succede, ma il fermo sguardo liquido degli occhioni pareva trafiggere Jody da parte a parte. Il poverino tremava.
Non accennò a fuggire. Jody non osava muoversi.
Bisbigliò: « Sono io ».
Il capriolo alzò il muso e lo fiutò. Adagio adagio, Jody allungò la mano e gliela posò sul collo.
Il contatto gli diede: un'immensa gioia.
Si spostò sui ginocchio, gli fu accanto.
Gli circondò il capo con le braccia. Il piccolo ebbe un leggerissimo sobbalzo, ma non si mosse.
Jody lo accarezzò sui fianchi...
La pelle era più morbida di quella della martora albina.
E lucida e pulita e aveva un. buon odore di erba.
Si alzò pian piano sollevando il capriolo da terra.
Non era piu pesante di Giulia, il cane del babbo. Lasciava pendere le zampe.
Erano sorprendentemente lunghe e Jody doveva sollevarlo il piu possibile perché non toccassero terra. Evitò la radura e si fece largo nel folto.
Raggiunse il sentiero, camminò il più celermente possibile fino all'incrocio con la strada che conduceva a casa.
Li si fermò per riposarsi e posò il capriolo a terra sulle zampette.
Il piccolo stentava a reggersi. Guardò Jody negli occhi e belò. Jody, compiaciuto, lo rassicurò:
« Ti ripiglio, appena ho ripreso fiato ».
Alla distanza che ancora lo separava da casa non pensava nemmeno.
Avrebbe camminato il giorno intero e magari la notte, divertendosi a portarlo o a guardarlo
saltellargli appresso.
