
Ogni giorno, per parecchie settimane, i piccoli all'imbrunire vengono ricondotti nella cavità dove hanno trascorso la prima infanzia; la madre si pone sopra al nido e con determinati movimenti attira i figlioli verso di sé.
Nel frattempo il padre esplora tutta la vasca alla ricerca di eventuali ritardatari: se li trova, non perde tempo a chiamarli, limitandosi semplicemente ad aspirarli nella sua cavità orale, e dirigendosi poi verso il nido dove li soffia fuori.
I piccoli cadono immediatamente sul fondo e lì rimangono simili a piccole pietre.
Una volta, proprio durante uno di questi trasporti serali dei piccoli ritardatari, un pesce gioiello si comportò in modo da lasciarmi stupefatto.
Il padre, che tutto eccitato percorreva l'acquario in lungo e in largo alla ricerca dei piccoli dispersi, si lasciò attirare dalla coda di un bel vermicello, distogliendosi così dalla sua occupazione.
Afferrò il verme, che però, date le sue dimensioni, non riuscì a inghiottire subito. Mentre lo stava masticando vide uno dei suoi piccoli che si era smarrito.
Subito lo raggiunse e lo prese nella bocca, che era già assai piena.
Accadde una cosa veramente incredibile: il pesce padre se ne rimase immobile, con le guance gonfie, ma senza masticare.
Poi risolse il conflitto in modo degno della più grande ammirazione: sputò fuori tutto il contenuto della bocca; il verme cadde sul fondo, e così pure il piccolo pesce gioiello. Allora Il padre Si rivolse al verme e lo divorò, senza però perdere d'occhio il suo piccolo, che giaceva "obbediente" sul fondo. Quando ebbe finito, aspirò il piccolo e lo portò a casa dalla mamma.
