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Racconto per bambini
di P. Pampoude
La sfera di cristallo

Le due bambine sollevarono la tela colorata che chiudeva il tendone ed entrarono. Nella penombra, una cicciona sedeva in lacrime davanti a una sfera di cristallo.
Salve - le disse timidamente Maia - Perché piange?
Ahi, bambina mia! Piango perché l'arrosto e le patate che ho messo nel forno si
bruceranno.
E perché non va a spegnere il fuoco?
Quel che è scritto non si riscrive.
Nella mia sfera di cristallo, in cui posso vedere tutto il futuro, si legge chiaramente: «Arrosto in fumo, patate carbonizzate, padella da buttare»,
Ecco la loro sorte.
Può dirci anche la nostra? - chiese Paloma.
Sì - rispose la cicciona con gli occhi gonfi di pianto -Via di qui ve ne andrete alla casa
degli specchi, poi comprerete un lecca-lecca, poi viaggerete sul treno fantasma, poi vedrete gli acrobati, il mago e le bestie feroci, ma prima di tutto vi allontanerete brontolando:
«Uffa, questa cicciona dirà sempre a tutti le stesse cose».
E subito dopo Paloma e Maia uscirono dal tendone brontolando:
Uffa, questa cicciona dirà sempre a tutti le stesse cose.

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