Racconto di L. Martini
Il re col cappello
Un re molto giovane non amava portare la corona.
Ma non osava togliersela perché suo padre l'aveva portata e anche il nonno e il bisnonno e così via fino a quattrocento anni indietro di nonni e di trisnonni.
Un giorno, senza consigliarsi con nessuno, la nascose sotto il cappotto, uscì dalla parte posteriore del palazzo e andò a metterla nel mezzo della piazza.
Il popolo, davanti a quella meraviglia di rubini e diamanti e smeraldi sulla corona d'oro, faceva tanto d'occhi e commentava.
Il re stette a sentire ogni cosa, rimise la corona sotto il cappotto e tornò a palazzo.
Poi convocò i suoi ministri.
Col tesoro di questa corona disse voglio ponti e strade, scuole e ospedali per il popolo: alla svelta.
I ministri sorrisero con indulgenza del loro giovane re.
Maestà, non è possibile: i re devono portarla in testa, la corona, per sedere sul trono.
Poco male disse il re. Niente più trono.
Ma Maestà! - dissero i ministri, sorridendo meno.
Senza trono non esistono palazzi reali.
Non importa disse il re niente palazzi reali.
Maestà! Maestà! - dissero i ministri smettendo del tutto di sorridere.
Senza palazzi reali non si possono dare ordini. ..
Non è un problema disse il re niente più ordini, Ma non capite! dissero i ministri, ricominciando da capo. Senza dare ordini e senza palazzi e senza trono, i re non possono portare la corona!
Finalmente disse il re porteranno il cappello.
Si mise in testa il suo e tornò fra il popolo.
I ministri rimasero sulle loro grandi poltrone, immobili a pensare con le dita intrecciate, finché il tempo non li ebbe coperti tutti di polvere e di ragnatele.
