Login

Pin It

racconti per bambini
La storia di Checco 
Albino Bernardini

La strana reazione di un asino che non voleva essere chiamato con il nome di Pippo.
Bene, sì, proprio la storia di Checco, disse zio Antonio quando si fece calma e tutti si misero ad ascoltare.
Dovete sapere che, quando sono andato a comprarlo a Torpé, era piccolo e il padrone non gli aveva ancora messo il nome.
Appena l'ho visto ho detto: Ah, bello carino, mi piace!
Questo asinello lo voglio chiamare Pippo» e intanto gli carezzavo le orecchie.
Ma non avevo terminato di parlare, quando vidi qualcosa che non mi piacque.
Quella bestiolina era piccola così eppure cominciò a correre, a ragliare, a dare groppate in aria.
lo prima credevo che giocasse e dicevo: Bene Pippo, bravo Pippo..
Ma più ripetevo quel nome, Pippo, più calciava, ragliava e correva: non solo, ma ad un certo punto cominciò a mostrarmi i denti perché gli asini quando si arrabbiano mordono pure e diventano cattivi e mi venne incontro minaccioso.
Naturalmente non ebbi paura perché era piccolino.
Infatti lo presi per le orecchie e gli dissi:
Bè, mi vuoi spiegare cosa significa questo tuo comportamento? Che, sei matto?.
Lo lasciai e se ne stette buono e tranquillo.
Ma vi dico che non mi fece proprio piacere perché pensavo:
E se domani mi fa così quando è grande?
Gli misi la corda al collo, pagai il prezzo pattuito e ci avviammo per  rientrare in paese.
Tutto andò bene fino a quando non mi venne in testa di mettermi a fare quattro chiacchiere con lui... così, tanto per passare il tempo.
Non è una favola, questa.
È una storia vera.
Certo che lui non mi rispondeva, ma io parlavo, e vi dico che lui mi ascoltava proprio come se fosse una persona.
Allora, gli dicevo, se tu ti comporterai bene, con me starai da gran signore. addio, lavorare dovrai lavorare, perché lavoro anch'io che sono un uomo; ma da mangiare e una stalla per dormire non ti mancheranno certamente.
E da questo momento tu ti chiami Pippo.
E ancora una volta, come dissi Pippo, si imbizzarrì; tanto fece che ad un certo punto mi scappò la corda dalla mano e lui si mise a correre come un dannato. lo gli andavo dietro chiamando: Pippo fermati, Pippo vieni qui!.
Niente, sempre peggio.
A questo punto cominciai a pensare: Ma che dipenda dal nome Pippo?
Quando finalmente lo raggiunsi feci la prova.
Cominciai prima a lodarlo: Bravo, bene, sei forte, mi piaci così...e intanto lo lisciavo.
Si vede che la mia voce gli piaceva perché subito prese a trotterellare come un cavallino.
Poi riprovai: Pippo!. Di nuovo calci, salti e corse.
Ma allora è proprio questo nome che gli dà fastidio, cominciai a dire in cuor mio.
Provai e riprovai almeno venti volte.
Dicevo: Pippo! e lui parapam; Pippo! parapam...
Così fino a quando  non incontrai un amico che mi disse: Ma che fai con questo asinello?
Gli raccontai la storia e lui mi consigliò di cambiargli nome e poi di andare da chi me lo aveva venduto per sapere se per caso qualcuno non gli avesse gridato questo nome nelle orecchie. Perché dovete sapere che gli asini hanno le orecchie delicate.
Su due piedi decisi di chiamarlo Checco.

Albino Bernardini, scrittore romano, ha scritto divertenti storie per bambini, raccolte nel libro. Uno strano compagno di scuola e altre storie  dal quale è stato tratto il brano

Pin It