Racconto di Bianca Fo Garambois
A letto senza cena
Quella volta ero stata davvero cattiva.
Il papà si alzò in piedi e col viso rosso di collera mi indicò la porta della camera e disse: A letto, a letto senza cena!
Andai nella mia stanza, mi infilai subito sotto le coperte e mi sfogai a piangere tutte le mie lacrime.
Un castigo così grande non lo avevo mai avuto.
Proprio questa sera doveva capitare, mi dicevo; la mamma ha preparato le patatine fritte e loro si mangeranno anche le mie.
Oggi non mi ha dato neanche e la merenda con la scusa che era tardi e che mi
guastavo l'appetito. Sì, l'appetito...
Mentre mugugnavo e mi rigiravo, entrò Fulvio, mi infilò sotto il cuscino una pagnotta e scappò via.
Dopo un po' arrivò Dario, in punta di piedi, con un'altra pagnotta imbottita di formaggio.
Meno male che ci sono i fratelli, mi dicevo masticando.
Improvvisamente si accese la luce: questa volta era la mamma; posò sopra un mobile un mucchio di panni stirati, poi da un tovagliolo tirò fuori un grappolo di uva.
ieni, - mi disse a bassa voce - non farti accorgere da nessuno.
Finì anche l'uva. Ora almeno lo stomaco era sistemato...
Arrivò mio padre: il viso era tornato sereno, gli occrfi dolci e faceva un grande sforzo
per star serio.
Per questa volta ti perdono - mi disse - ma dovrai fare la brava.
Poi, tendendomi la mano, aggiunse:
Vieni, la cena si sta raffreddando.
