Racconto di Edmondo De Amicis
Notte di neve
Era una delle ultime notti di gennaio: nevicava.
Le vie della città, le piazze, i terrazzini delle case, gli alberi dei giardini, tutto era bianco, sepolto, sovraccarico di neve; i fiocchi venivano giù lenti, grossi, fitti, e, sullo strato nevoso, lungo i muri, non appena si imprimeva una orma, subito ne spariva ogni traccia.
I lampioni agli angoli delle strade mandavano intorno un chiarore velato e triste; non si vedeva nessuno; in ogni parte un silenzio cupo: si sarebbe sentito, per modo di dire, cadere la neve.
Le vie della città, le piazze, i terrazzini delle case, gli alberi dei giardini, tutto era bianco, sepolto, sovraccarico di neve; i fiocchi venivano giù lenti, grossi, fitti, e, sullo strato nevoso, lungo i muri, non appena si imprimeva una orma, subito ne spariva ogni traccia.
I lampioni agli angoli delle strade mandavano intorno un chiarore velato e triste; non si vedeva nessuno; in ogni parte un silenzio cupo: si sarebbe sentito, per modo di dire, cadere la neve.
