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C'era una volta la Notte, che era buia come un secchiello di pece, e si sentiva: tanto sola in mezzo a tutto il suo buio.
Un bel giorno la Luna, l'unica cosa luccicante che viveva nei paraggi, andò a trovare la Notte: - Senti - disse - sono sicura che anche tu, con quella faccia buia che ti ritrovi, sei stanca di startene sola.
Che ne diresti se ci sposassimo? lo so fare gli gnocchi di patate con dodici salse differenti.
La Notte guardò la Luna arricciando il naso, perché era troppo pallida e poi aveva l'abitudine d'ingrassare e dimagrire di continuo, tanto che un giorno sembrava una palla e l'altro uno stelo d'erba ricurvo, però si sentiva così sola che disse di sì.
Dopo nove mesi nacque un mucchietto di scintille che facevaho zic zac.
Venne il vento e sparpagliò le scintille in mezzo al cielo.
La Notte e la Luna guardarono stupefatte quella mìriade di luccichii e li chiamarono Stelle.

Le Stelle mangiavano montagne di gnocchi al burro salvia, al salmone e al ragù, ma
non sapetano parlare, e così la Notte e la Luna continuavano a sentirsi sole.
Un bel giorno la Notte si decise ad andare dal Tempo, che era suo cugino.
Senti cugino caro - disse con voce fioca, - mi sento tanto sola in mezzo
a tutto questo buio e anche la Luna si sente sola...
 Il Tempo, accarezzandosi la lunghissima barba verde, che gli avvolgeva le
caviglie con sette giri, disse con aria seria: - Bene, bene.
Ci chiedevamo - mormorò la Notte - se non potresti insegnare alle Stelle a parlare.
A... parlare?! - disse il Tempo scattando in piedi. - Ma... di questo passo dove andremo a finire, se anche quelle cose luccicanti si mettono a dtre quello che gli passa per la testa?
L'indomani il Tempo andò a trovare la Notte, e la Luna cucinò cinque piatti di gnocchi.
Dopo aver mangiato, il Tempo fece il suo discorsetto alle Stelle, che ridacchiarono e non impararono un bel niente.
Il Tempo provò a dar  lezione di chiacchiera alle Stelle per sei sere di fila, ma invano
Il settimo giorno il Tempo fece una scenata,  perché si sentiva preso in giro, da quei lustrini pigri e ridenti e per la rabbia  si strappo' grossi ciuffi di barba verde che caddero sulla Terra e divennero le chiome degli alberi.
Ed è così che gli alberi hanno te chiome verdi e la notte, le stelle e la luna, ancora oggi, se ne stanno in cielo ad annoiarsi a morte.
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