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Racconti primaverili

Racconto di Hermann Hesse
Notturno

Sopra le alte chiome degli alberi veleggiavano, nel cielo mite, leggere nuvole notturne, e sopra quelle nuvole fugaci brillava placida la luna silenziosa.
Nei giardini e nel buio parco fluttavano, nella brezza, profumi vari e contrastanti.
Ma più ricco, più forte, più ardente di tutti si alzava il profumo del gelsomino, dolcissimo e soffocante.
Dalle finestre illuminate giungeva una musica di pianoforte. Fluiva, debolmente attutita, dalle tende rosse della finestra aperta e si diffondeva gioiosa e lieve; sorvolava l'indistinta aiola circolare e i viottoli del parco, per raggiungere la più fitta oscurità del boschetto di faggi.
Là quei ritmi ormai dissolti si polverizzavano, disperdendosi nell'aria, teneri e altalenanti, con le ultime onde del profumo dei fiori, e si perdevano nel nero di quelle foglie fitte fitte, nel blu lunare del cielo, nella calma lieve, indisturbata e vacillante della calda notte.

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