Racconto di Matilde Serao
Il piccolo Silvio
Per non studiare le sue lezioni, per non fare i suoi compiti, per non aiutare i grandi, Silvio è scappato via di casa, solo soletto e corre come un capriolo via per i campi e per i boschi, mentre la sua povera mamma si angustia e lo cerca da tutte le parti.
Silvietto è felice di esser libero, di nonfar nulla, e parla con tutto ciò che gli sta intorno. ..
O piccola ape color dell'oro, dove corri così frettolosa? chiede Silvietto - Fermati un po' sii buona; scherza e ridi con me.
Non posso, piccino - risponde l'ape colar dell'oro.
Bisogna che io succhi il nèttare dei fiori, per farne del miele e della cera.
Silvietto si fa pensoso un istante; poi ripiglia la corrsa e dice all'asinello bigio macchiato di bianco, che pascola nel prato:
Pigliami in groppa, asinello grazioso, e fammi fare una bella trottata.
Non posso, bimbo caro - risponde l'asinello. - Ora che ho mangiato, il mio padrone mi carica di erbe e di frutta, e andremo insieme in città.
Silvietto fa una smorfa di dispetto. Si china sul ruscello limpido, vivace, rapido e gli mormora:
Ruscelletto, roscelletto mio, te ne prego; arrèstati un po' e divertiti con me che son solo solo e mi annoio.
Non posso, piccino mio: debbo correre verso il mulino di Tonio, per far girare la màcina; se no, il grano non si cambia in farina.
E Silvietto è stupito e indispettito. Ma come? Hanno tutti qualche cosa da fare? Un dovere da compiere, un lavoro da eseguire?
Una povera vecchia appare da un bosco lontano; è curva sotto un fascio di legna secca e cammina adagio adagio, ansando.
Che fate, cara vecchietta? - chiede il bambino.
Eh, figliuolo mio, ho raccolto con grande stento questa legna in montagna; ora la porto in paese e la vendo al fornaio per due pani freschi. Così potrò mangiare per qualche giorno.
Datemi il vostro fascio; lo porterò io - dice a un tratto Silvietto.
E passo passo la vecchia e il bimbo ritornarono al villaggio.
da Età gioiosa
