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Racconti di Carlo Cassola


Il cacciatore

























Andava di pomeriggio prendendo una delle strade che conducevano verso l'interno.
Dopo un paio di chilometri incominciavano gli oliveti: con piccoli appezzamenti di bosco ai margini.
Era un territorio ideale per i tordi, che nell'oliveto trovano il cibo e nella macchia il rifugio.
La macchia era folta di corbezzoli, che col verde brillante delle foglie mettevano una nota vivace nel grigiore della lecceta.
Qualcuno di quegli arbusti cresceva anche su per la costa sassosa, mescolato agli olivi selvatici.
Il cacciatore s'inerpicò in cima, dove cominciava una groppa ondulata.
Appena senti fischiare i tordi, si appostò dietro un muretto.
Anche gli olivi biancheggiavano quando una folata voltava le foglie: riprendendo il loro grigio- azzurro dopo che il vento era passato.
A tratti arrivavano delle voci femminili. La coglitura delle olive quell'anno era in ritardo.
Ma ormai stava per essere ultimata: e cosi di tordi ce n'erano sempre meno.


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