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Poesia di Riccardo Pitteri 
Arcobaleno 

Piove. Le piccole
gocce sottili
in lunghi scendono
diritti fili,
senza che un alito
tenue di vento
mova quel tremulo
lene dal nuvolo
refe d'argento
che si dissolve;
come una polve
 

l'acqua vien giù.
Il sol con l'ultimo
raggio lucente
esce dai margini 
dell'occidente,
e tra i finissimi
sciolti vapori
si frange in pallidi 
vaghi colori;
dal piano al vertice,
con sette giri
l'arco dll'iri
brilla lassù.
Su l'uscio il pargolo
batte le mani,
a solchi accorrono
lieti i villani
dove da l'umida
terra rampolla 
il nuovo germine  
per ogni zolla;
dal tetto il passero
balza e rivola;
tra i campi scola
giallo il ruscel.
Lontano brontola
un tuono ancora,
e mentre  limpido
l'aer s' indora,
e al puro zefiro
fresco e odorato
scrollano gli alberi
le gocce al prato,
l'arco settemplice
si fa di foco
e a poco a poco
svanisce nel ciel.

Nella poesia è colto il particolare momento in cui la pioggia si fa più leggera, mentre il sole squarcia le nubi e l'arco dei sette colori brilla nel cielo, come un ponte luminoso. Si può osservare come alla semplicità del ritmo si contappone una certa ricercatezza dei vocaboli, con un piacevole effetto di spontanea eleganza.

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