
Dal discorso pronunciato da Cavour al Parlamento italiano il 27 marzo 1861 -
Roma Capitale d'Italia e i rapporti fra lo Stato e la Chiesa -
Il grande ministro infatti già cominciava a tendere il proprio sforzo in tale direzione e cercava di raggiungere la meta per mezzo di trattative diplomatiche.
« Rimane a persuadere il Pontefice che la Chiesa può essere indipendente, perdendo il potere temporale.
Ma qui mi pare che quando noi ci presentiamo al sommo Pontefice, e gli diciamo:
Santo Padre, il potere temporale per voi non è più garanzia di indipendenza; rinunziate ad esso, e noi vi daremo quella libertà che avete invano chiesto da tre secoli a tutte le grandi
Potenze cattoliche; di questa libertà voi avete cercato strapparne alcune porzioni per mezzo di concordati, con cui voi, o Santo Padre, eravate costretto a concedere in compenso dei privilegi, anzi, peggio che dei privilegi, a concedere l'uso delle armi spirituali alle Potenze temporali, che vi accordavano un po' di libertà; ebbene quello che voi non avete mai potuto otte. nere da quelle Potenze, che si vantavano d'essere vostri alleati e vostri figli divoti, noi veniamo ad offrirvelo in tutta la sua pienezza; noi siamo pronti a proclamare nell'I talia questo grande principio:
LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO»,
Secondo il Cavour il Papa avrebbe dovuto rinunciare ai suoi diritti di sovrano politico e lo Stato Italiano avrebbe dovuto rinunziare a tutti i poteri di controllo sul clero. Furono avviate in tal senso trattative segrete, ma trovarono ostilità invincibili nel Papa Pio IX (Giovanni Mastai Ferretti).
La questione romana apriva un aspro conflitto fra l'Italia e la Santa Sede, fra liberali e cattolici.
Parecchi vescovi furono arrestati e confinati perché ostili allo Stato e nel 1866
fu votata una legge per cui erano sciolti gli ordini religiosi ed i loro beni venivano messi in vendita.
Garibaldi, di sua iniziativa, arruolò volontari in Toscana per una spedizione contro lo Stato Pontificio, ma un minaccioso richiamo di Napoleone III condusse all'arresto del Generale che veniva inviato a Caprera.
Garibaldi fuggiva dall'isola e ricompariva in Toscana e di lì si avviava verso il Lazio. I fratelli Enrico e Giovanni Cairoli, alla testa di un distaccamento garibaldino combatterono a Villa Glori, furono sopraffatti; Garibaldi a Mentana (3 novembre 1867) vinse i pontifici, ma fu a sua volta sconfitto da un corpo di soldati francesi, muniti di moderni fucili (chassepots).
Vittorio Emanuele II, in una lettera personale, scongiurò il Papa di abbandonare pacificamente il potere temporale, ma il Pontefice rifiutò e si dispose a resistere con le armi. Le truppe italiane varcarono allora il confine e il 20 settembre 1870 cannoneggiarono le mura di Roma, aprendovi una breccia, a Porta Pia attraverso la quale entrarono nella città.
Successivamente, il Parlamento Italiano regolava i rapporti dell'Italia con la Santa Sede mediante la Legge delle Guarentigie (maggio 1871).
Essa -garantiva al Papa il libero esercizio delle sue funzioni di Capo della Chiesa Cattolica e dichiarava l'extraterritorialità dei palazzi del Vaticano, del Laterano e della villa di Castelgandolfo (cioè l'immunità di questi luoghi della giurisdizione dello Stato Italiano).
Accordava al Papa onori sovrani e una dotazione annua per il mantenimento della Corte; lo Stato italiano rinunciava alle forme di controllo sul clero.
Ma Pio IX rifiutò la legge delle Guarentigie, si chiuse entro il Vaticano e si dichiarò prigioniero, appellandosi alle potenze cattoliche.
Nessuno però intervenne a contrastare la trasformazione di Roma in capitale del Regno d'Italia.
DaI 1871 al 1929 i Papi che si susseguirono perseverarono nello stesso atteggiamento di Pio IX. Si deve al pontefice Pio XI e al Governo italiano, la Conciliazione fra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica.
L '11 febbraio 1929 furono stretti i Patti Lateranensi, con cui l'ltaha riconosceva al Papa la sovranità sullo Stato del Vaticano e la Santa Sede riconosceva il Regno d'Italia. Il concordato regolava i rapporti fra Stato e Chiesa, sanciva la validità civile del matrimonio religioso e stabiliva l'obbligo dell'insegnamento religioso nelle scuole medie.
L '11 febbraio è considerata solennità civile e giornata di vacanza per tutte le scuole della Repubblica.
