
Poesia di Emanuele Gagliano -
Andata e ritorno -
Intravedo fabbriche insonni
torri d'alto fuoco, stazioni.
E con la mente ripopolo strade
festose di gerani .
Là un barbiere prova romanze
d'amore e s'accompagna alla chitarra
nel salone adorno di specchi
odoroso di sapone.
Cinto dal mare scorre il vecchio Sud
con delfini e lampare. Vi sparge
nubi il vento, dicembre appende
lucciole ai rami degli aranci.
Conosce l'ira segreta
celata sotto un manto d'ermellino
la freccia che nei garretti freme .
Ultimo lido d'assetati cieli
rinasce a nuovi gorgheggi capaci
di fondere esaltazione e angoscia ,
Vi fa scalo il greco, pescatore
di spugne; vi torna il tunisino
con l'estroso bazar: tappeti
d'oriente, portafogli di rosso
marocchino , Mia è la sua voce
che passa attraverso lo spazio
nonostante gli esuli, nonostante
i morti, nonostante i vili
