Poesia di Renato Minore
Tirete arréte faccia nire
(da uno scongiuro abruzzese
contro gli spiriti notturni,
le streghe, le forze maligne)
Tirati indietro faccia nera:
ma che bel nero che tira
sulla vita mia (anima mia)
e dove credi che porti
l'insulto o l'indulto se non c'è ;
pane e panella (anima mia)
me ne vado piazza piazza
tu che insacchi
tirando le budella
della mia animella
nel punto di intersezione
tra Sirio e l'oscuro frammento
che diede alito
a questo interminabile
scivolare
da Roma mi è venuta una contessa,
con un cavallo bianco, di buon passo.
Da lungi mi pareva una principessa
e da vicino una porca bagascia
ma terminerà (stai tranquillo)
disse nel sogno la figura
che voleva essermi padre,
padre di miseria
padre d'angoscia
padre di merda, padre
d'ogni padre e nell'incerto
fila la tua lana, .
smozzica la frittella,
smozzica e fila,
ma che bravo, forse
t'avanza pure qualcosa
e nell'imbuto precipiti
ma carezzevolmente
nero pende e rosso batte
dagli, dagli zacaratte
