Poesia di Renato Filippelli
Nuove parole alla figlia Fiammetta
Perché, vedi, io non so
aprirti le vie serene
che portano a Dio ,
E non potrò sorreggerti
con quelle mani solari
ch' ebbero rudi e persuasi
uomini, come mio padre,
Perché a volte mi prende una pietà
oscura di te che sei la figlia
di un uomo fragile e incerto
che troppo aspetta dalla morte,
e ha paura di spaventarti,
se un poco t'avvicini al suo silenzio:
E un giorno dovrà pure
domandarti perdono del tuo sangue.
Nella poesia (che è molto bella) il padre è presentato non in maniera solenne, enfatica, cioè come un uomo modello, senza difetti... È presentato in maniera umana, è un uomo, con i suoi difetti, le sue perplessità: ma proprio perché sa vedere i propri limiti, sente fortemente le responsabilità di genitore, è un bravo padre ed educherà bene la sua bambina.
Renato Filippelli nasce a Cascàno di Sessa Aurunca nel 1936. Ha insegnato in un istituto magistrale.
Ha collaborato a quotidiani e riviste. Le sue opere: Il cinto della veronica, Ombre del sud, Ritratto da nascondere.
