Poesia di Francesco Tentori
Altro Settembre
Settembre ha vendemmiato. E il mite, l'umile
che si attardava tra i solchi, depone
la scarna spoglia anche lui, le quattr'ossa
che reggeva a fatica. Se ne va
senza parole, come d'abitudine,
senza commiato; ed era tanto esiguo
il posto che prendeva
che non si avverte ch'è rimasto vuoto.
Da tempo si scorgeva di lui un'esile
sopravvivenza, il fioco vacillare
d'un lume che si spegne: un breve soffio
ne avrebbe avuto ragione.
Aspettava,
grato se ciò fosse accaduto in fretta.
