Pensierini sul papà
Il mio papà
FLORA: -
lo col papà parlo poco perché è in pensione ma va a lavorare lo stesso.
Alla sera va quasi sempre al bar.
Certe volte va a pescare, come ieri. lo ci andrei con lui, ma lui non vuole perché
ha paura che cada dentro l'acqua.
Lui vuol bene agli animali e ci fa ridere
quando gratta la pancia ai micini.
CARLO: - Il mio papà sta poco in casa perché è sempre in stalla a lavorare.
Una sera è venuto a casa alle undici e mezzo perché una mucca doveva avere
il vitellino e faticava a farlo uscire. E a mezzanotte doveva alzarsi per mungere
le mucche.
Si è coricato sul letto senza spogliarsi. Certe volte gli dico: «Cambia mestiere ».
E lui mi risponde: « Ma va là,quando sei grande
lo fai anche tu questo mestiere ». Ma io non lo voglio fare.
BARBARA: - lo sto bene vicino al mio papà. Certe volte gioca a palla con me e con i miei fratelli. Qualche volta, quando non gli vanno bene certe cose, viene a casa triste. Dice che non ha fame.
Un giorno sull'argine è stato bellissimo, ci rincorreva e fingeva di cadere,
era felice.
Quando ero in colonia è venuto a trovarmi e mi ha comprato il salvagente e
mi ha insegnato a nuotare. Era allegro e rideva.
lo vicino a lui, quando è contento, mi sento felice.
Ma lui non ha molto tempo per stare insieme a me. Di giorno è a lavorare, di sera è impegnato nelle riunioni e torna a casa tardi.
Solo il sabato e la domenica mi sta insieme.
ELENA: - A me piacerebbe giocare col papà a nascondino come facevo a
Piàdena. Prima aveva tempo, perché aveva meno da lavorare ma adesso alla sera deve fare i conti e altri mestieri.
Certe volte alla sera va fuori, certe volte sta in casa perché è stanco.
Per Natale abbiamo giocato perché c'era mio zio Nino: eravamo in sette. È stato bello perché eravamo tutti insieme.
ANGELA: - Il papà alla sera sta in casa e parla con la mamma e con noi. Parla del lavoro con la mamma e della scuola con me e con Anna. Mi sgrida perché non mangio e io provo dispiacere perché non ne ho voglia.
E dopo mangio se no mi arrivano le sberle.
Certe volte scherza con me e ride.
PRIMAROSA: - lo parlo spesso col papà e mi piace.
Dice che adesso abbiamo troppe cose e siamo pettegoli.
Quando glielo chiedo, mi racconta di quando era giovane, della guerra e discutiamo dei fatti che a scuola leggiamo sul giornale.
Il 25 aprile c'era brutto tempo e siamo stati in casa
Insieme: allora gli ho fatto delle domande e lui mi ha spiegato che il fascismo
era una brutta cosa e che non dovrebbe venire mai più.
In marzo è caduto dal carro e si è fatto male, è stato all'ospedale tanto tempo e non è ancora guarito.
Quando vede la mamma andare a lavorare in fabbrica dice che gli viene da piangere perché vorrebbe andare lui al suo posto.
Prima aveva le mani brutte e screpolate perché lavorava da contadino; potava le viti, caricava il fieno e faceva altri mestieri.
Adesso le sue mani sono diventate lisce, bianche e belle.
La mamma gliel'ha detto, e lui ha risposto:
Guardate che mani, non sembrano più le mie, sembra che me le abbiano cambiate.
Sembrano le mani di una donna ». Ed è triste. perché il papà va a lavorare alla sera
PAOLA: - lo sto più con la mamma va a letto o all'osteria. Invece la mamma, quando torna dal lavoro, sta in casa con noi.
E io ho più confidenza con lei. La mamma mi ascolta sempre, invece
il papà guarda sempre la televisione: il tempo di Bernacca, il telegiornale, specialmente le partite e la boxe, e se vado vicino e lo chiamo, mi sgrida. lo ci resto un po' male, vorrei che mi ascoltasse e parlasse con me di tante cose: dei giochi che faceva da piccolo, delle cose che facciamo nella giornata a scuola e a casa. Poche volte mi fa le coccole: mi mette le mani tra i capelli e mi spettina, e a me piace perché capisco che mi vuole bene.
lo col papà parlo poco perché è in pensione ma va a lavorare lo stesso.
Alla sera va quasi sempre al bar.
Certe volte va a pescare, come ieri. lo ci andrei con lui, ma lui non vuole perché
ha paura che cada dentro l'acqua.
Lui vuol bene agli animali e ci fa ridere
quando gratta la pancia ai micini.
CARLO: - Il mio papà sta poco in casa perché è sempre in stalla a lavorare.
Una sera è venuto a casa alle undici e mezzo perché una mucca doveva avere
il vitellino e faticava a farlo uscire. E a mezzanotte doveva alzarsi per mungere
le mucche.
Si è coricato sul letto senza spogliarsi. Certe volte gli dico: «Cambia mestiere ».
E lui mi risponde: « Ma va là,quando sei grande
lo fai anche tu questo mestiere ». Ma io non lo voglio fare.
BARBARA: - lo sto bene vicino al mio papà. Certe volte gioca a palla con me e con i miei fratelli. Qualche volta, quando non gli vanno bene certe cose, viene a casa triste. Dice che non ha fame.
Un giorno sull'argine è stato bellissimo, ci rincorreva e fingeva di cadere,
era felice.
Quando ero in colonia è venuto a trovarmi e mi ha comprato il salvagente e
mi ha insegnato a nuotare. Era allegro e rideva.
lo vicino a lui, quando è contento, mi sento felice.
Ma lui non ha molto tempo per stare insieme a me. Di giorno è a lavorare, di sera è impegnato nelle riunioni e torna a casa tardi.
Solo il sabato e la domenica mi sta insieme.
ELENA: - A me piacerebbe giocare col papà a nascondino come facevo a
Piàdena. Prima aveva tempo, perché aveva meno da lavorare ma adesso alla sera deve fare i conti e altri mestieri.
Certe volte alla sera va fuori, certe volte sta in casa perché è stanco.
Per Natale abbiamo giocato perché c'era mio zio Nino: eravamo in sette. È stato bello perché eravamo tutti insieme.
ANGELA: - Il papà alla sera sta in casa e parla con la mamma e con noi. Parla del lavoro con la mamma e della scuola con me e con Anna. Mi sgrida perché non mangio e io provo dispiacere perché non ne ho voglia.
E dopo mangio se no mi arrivano le sberle.
Certe volte scherza con me e ride.
PRIMAROSA: - lo parlo spesso col papà e mi piace.
Dice che adesso abbiamo troppe cose e siamo pettegoli.
Quando glielo chiedo, mi racconta di quando era giovane, della guerra e discutiamo dei fatti che a scuola leggiamo sul giornale.
Il 25 aprile c'era brutto tempo e siamo stati in casa
Insieme: allora gli ho fatto delle domande e lui mi ha spiegato che il fascismo
era una brutta cosa e che non dovrebbe venire mai più.
In marzo è caduto dal carro e si è fatto male, è stato all'ospedale tanto tempo e non è ancora guarito.
Quando vede la mamma andare a lavorare in fabbrica dice che gli viene da piangere perché vorrebbe andare lui al suo posto.
Prima aveva le mani brutte e screpolate perché lavorava da contadino; potava le viti, caricava il fieno e faceva altri mestieri.
Adesso le sue mani sono diventate lisce, bianche e belle.
La mamma gliel'ha detto, e lui ha risposto:
Guardate che mani, non sembrano più le mie, sembra che me le abbiano cambiate.
Sembrano le mani di una donna ». Ed è triste. perché il papà va a lavorare alla sera
PAOLA: - lo sto più con la mamma va a letto o all'osteria. Invece la mamma, quando torna dal lavoro, sta in casa con noi.
E io ho più confidenza con lei. La mamma mi ascolta sempre, invece
il papà guarda sempre la televisione: il tempo di Bernacca, il telegiornale, specialmente le partite e la boxe, e se vado vicino e lo chiamo, mi sgrida. lo ci resto un po' male, vorrei che mi ascoltasse e parlasse con me di tante cose: dei giochi che faceva da piccolo, delle cose che facciamo nella giornata a scuola e a casa. Poche volte mi fa le coccole: mi mette le mani tra i capelli e mi spettina, e a me piace perché capisco che mi vuole bene.
