Sfinito di fatica, mi affretto al mio letto
Poesia di William Shakespeare
Sfinito di fatica, mi affretto al mio letto,
il caro riposo alle membra stanche dal viaggio;
ma allora un altro viaggio mi inizia nella testa
a lavorarmi la mente, finito il lavoro del corpo.
Poiché allora i miei pensieri dal mio lontano alloggio
in devoto pellegrinaggio verso di te si volgono,
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
a guardare la tenebra che vedono i ciechi.
Senonché dell'anima mia l'immaginaria vista
presenta al mio sguardo cieco la tua ombra
che, come gioiello appeso alla notte spettrale,
fa la nera notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così, di giorno le mie membra, di notte la mia mente,
per causa tua, e mia, non trovano quiete.
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