Sonetto di William Shakespeare
È per paura di bagnare l’occhio di una vedova
VIIII
È per paura di bagnare l’occhio di una vedova
che consumi te stesso in una vita solitaria?
Ah, se senza prole ti accadrà di morire,
il mondo ti compiangerà come moglie senza sposo;
il mondo sarà tua vedova e piangerà per sempre
che nessuna forma di te ti sei lasciato dietro,
mentre ogni comune vedova può ben serbare in mente,
negli occhi dei suoi figli, la figura del marito.
Tutto quel che il prodigo spende nel mondo
non cambia che di posto, poiché il mondo tuttavia lo gode;
ma lo spreco della bellezza ha nel mondo fine,
e, tenendola inusata, chi la usa così la distrugge.
Nessun amore per gli altri regna in quel petto
che commette su di sé tale infamia assassina.
