Poesia di Vittorio Alfieri
Due fere donne
Due fere donne, anzi due furie atroci,
tor non mi posso (ahi misero!) dal fianco.
Ira è l’una, e i sanguigni suoi feroci
serpi mi avventa ognora al lato manco;
malinconia dall’altro, hammi con voci
tetre offuscato l’intelletto e stanco:
ond’io null’altro che le Stigie foci
bramo, ed in morte sola il cor rinfranco.
Non perciò d’ira al flagellar rovente
cieco obbedisco io mai; ma, signor d’essa,
me sol le dono, e niun fuor ch’io la sente.
Non dell’altra così: che appien depressa
la fantasia mi tien, l’alma, e la mente...
A chi amor non conosce, insania espressa.
dalle Rime
