Sonetto di Vittoria Colonna
Cibo, del cui maraviglioso effetto
Sonetto XVIII
Cibo, del cui maraviglioso effetto
L’ alma con l’ occhio interno chiaro vede
L’ alta prima cagione, e prende fede,
Che sei Dio vero, e mio verace obietto:
Nutrita del tuo ardor con umil petto,
Quasi del ciel secura indegna erede,
Vorrei là su far gloriose prede,
Per forza d’ un sol puro acceso affetto.
Ch’ a te furar si possa il tuo bel regno
Con violenta man, ne mostri; e poi
Ne dai te stesso in grazioso pegno.
Tutto, sol per far noi divenir tuoi,
Facesti; e pur da noi s’ usa ogn’ ingegno,
Ed ogni poter nostro incontro a noi.
Rime (Vittoria Colonna marchesana di Pescara) Sonetti spirituali
