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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Si rannuvolò il cielo

Si rannuvolò il cielo.
Una fitta di dolore nel suo petto
penetrò, poi non fu più dolore.
Disse alla morte:" Sei puntuale!"
-Ti sbagli, sono in ritardo.
Rammenti quel giorno che le onde
ti travolsero, qualcuno ti porse
una mano e a me non restò che ritirarmi.
Forse hai dimenticato quella sera,
quando la tua macchina in curva
evitò per poco un ostacolo,
solo il tuo arcangelo Gabriele
ti portò via dalle mie braccia.
Strano, non ricordi neppure
quella notte, adolescente, sul davanzale
della finestra del quinto piano
della tua casa, volevi toccare il cielo
e le stelle con le tue improbabili
ali di libertà: il suono di una voce
ti slacciò dal mio abbraccio.-
" Se è così, -disse- ti ringrazio, morte,
di non aver insistito troppo
per un commiato tanto anticipato.
Mi hai lasciato giusto il tempo
di pagare quel lungo interminabile
mutuo e qualche altro debituccio.
Ti meriti davvero una corona,
anche se le spine le hai donate tutte a me!"

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