Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Le effimere
Lontano dall'urbana frenesia,
l'estate dona allo sguardo
i miracoli della natura, lungo
la sabbiosa spiaggia del fiume.
Un verde ramarro s'attarda curioso
attorno a un ciuffo d'erba che tra
le rocce spunta,uccelli che lasciano
i nidi sospesi su muretti di ghiaia,
piccoli mostri che d'improvviso
emergono dal letto fangoso.
Sono larve di effimere che completata
la muta in volo levandosi
sfarfallano e sciamano liberamente.
Un naufragio la loro vita scritta
nel mistero di un codice singolare.
Pochi minuti e già insetti adulti
ricercano le femmine e subito dopo
li avvolge la morte che del frenetico
breve piacere si fa letto che nell'acqua
galleggia. Ma presto anche le femmine,
deposte le uova,svaniscono nel nulla.
E' appena giunto al tramonto il sole:
nessuna effimera vedrà l'alba del giorno dopo.
Quanto somiglia la nostra vita alle effimere
e se il poeta diceva che noi viviamo
per il tempo utile ad affacciarci alla finestra,
forse è il caso di correggerlo e dire:
appena il tempo di aprire le imposte e nulla più!
