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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Guerra in Palestina


Chiusa nella sua veste nera
una donna ho visto al vento
del deserto lanciare un urlo altissimo.
L'orrore esalava tra le macerie
della sua casa e saliva fino al cielo.
Amava. Nessuno ora ama,nemmeno
se stessa,rigira pensieri di morte,
cerca la morte,non la morte isolata
ma lo strazio della carne sua e dei nemici.
E la guerra continua,la vendemmia ingrossa
e s'arrovella tra i tralci sanguinanti e inermi.
Non c'è tempo bastante per lacrime
e già l'acre odore della morte avvolge
i cuori di chi fugge al chiarore
d'immani lapilli che tempestano
nella notte infame pelle e pupille.
Se frugo nella memoria ti riconosco,
donna, t'ho incontrato in altri tempi,
ombra dolorante,presso interminabili
filari di croci o lungo le sponde di un fiume
o dietro i vetri opachi di una casa
attonita d'essere ancora salda.
Un fumo che il vento scompiglia
come capelli i giorni dispersi
del passato dal profumo di gelsomino
d'Arabia,ora riversi come uccelli
dalle ali ripiegate,inerti,senza fiato

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