Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Pietra di sogno
Come presto è fuggito l'amore giovanile!
Nasconde il suo volto ora che è giunta
l'età dell'Amor Sapiens.
Lacrime perdi quando snudi la cipolla
e pensi a me che fui meno di un'ombra,
sorrisi hanno in prestito le tue labbra
se guardi al tempo andato.
Onde marine della vita che con duri colpi
di forbici avete frastagliato la costa del mio
essere, vinta è ormai la vostra guerra
di erosione su questo corpo, sulla pietra
di sogno che custodivo nel pensiero fanciullo
dal mattino che salii sul monte Pellegrino.
L'adagiarsi di odori e di vento sulla mia zazzera
di capelli, lungo la via del ritorno, distrasse
il tempo che si ritrasse infine dal pianto
per la perduta luna pietrosa. Non c'è notte
che non mi immerga nella sua spaurita intimità,
simile a quella della morte, senza il ricordo
di quei frammenti di eternità.
