Poesia di Rosa Staffiere
Anzano, Paese mio
Anzano, Paese mio
Memoria mia, fedele come l’ellera
con i corimbi alla casa abbarbicata!
Tu giungi inaspettata e t’apri il varco
tra il groviglio dei pensieri e il cuore
è preso da tenera malinconia
e ti rivedo paese mio!
Scendo con tremore,
per venire da te,
dagli alti monti che t’inghirlandano.
Giunta che sono sull’alto del tratturo
ti scorgo e a me appari ninfa
nel sonno abbandonata;
con la chioma rossa sparsa
tra gli alberi frondosi e il corpo
adagiato mollemente sul dolce declivio
baciato dai balconi di gerani,
dal chioccolio della fontana, benedetta
dalla Chiesa e da Maria
mentre i piedi rinfreschi nel vallone
argentino, ridente col bosco di viole
che in lui si mira.
Ti vedo tutto e grido:
sei bello, paese mio!
con i corimbi alla casa abbarbicata!
Tu giungi inaspettata e t’apri il varco
tra il groviglio dei pensieri e il cuore
è preso da tenera malinconia
e ti rivedo paese mio!
Scendo con tremore,
per venire da te,
dagli alti monti che t’inghirlandano.
Giunta che sono sull’alto del tratturo
ti scorgo e a me appari ninfa
nel sonno abbandonata;
con la chioma rossa sparsa
tra gli alberi frondosi e il corpo
adagiato mollemente sul dolce declivio
baciato dai balconi di gerani,
dal chioccolio della fontana, benedetta
dalla Chiesa e da Maria
mentre i piedi rinfreschi nel vallone
argentino, ridente col bosco di viole
che in lui si mira.
Ti vedo tutto e grido:
sei bello, paese mio!
