Chiara di Assisi
di Renzo Barsacchi
Era un fresco mattino
colmo di uccelli nuovi e sopra il nitido
filo dei monti camminava l'aria
nei suoi veli purissimi.
Leggevo
di Chiara, gli occhi a stella
aspri di luce come la fece Simone,
curva quel tanto come piega il vento
l'esilità del giglio.
E rivedevo
quando impose a fratel Bentivenga
di andar per olio per le sue sorelle
e le lampade asciutte.
Ripensavo alla sua casa di pietra
semplice e nuda come l'acqua che brilla
di se stessa, all'immane
gioia che vi stava
e alle mie stanze ingombre
d'inutile e di troppo, alla mia vita
sonora dei campani dei lebbrosi.
da Marinaio di Dio 1985
