Login

Pin It

Poesia di Luigi Fiacchi
Il Gufo e le due Colombe

Un certo squallido, tristo, accigliato
Gufo, carnefice del vicinato
Mirò due tenere Colombe amiche,
Che sollazzandosi come le antiche
Dell' aureo secolo lodate genti,
Del dì traevano l' ore innocenti,
Ad esse accostasi, e dice: o belle
Amorosissime mie Colombelle,
Oh quale accendemi dolce desio
In amicizia di unirmi anch' io!
Almen celandomi là nel mio nido
Potrò in consorzio d' amico fido
Passar con ilari discorsi alterni
Della Canicola i giorni eterni.
La coppia amabile gli disse allora:
Andiam; mostrateci vostra dimora.
Vanno; e di scheletri veggiono oppresso
Della funerea grotta. l' ingresso;
Veggiono i laceri sanguigni avanzi
D'augei, che furongli pasto pur dianzi.
Oh cielo! esclamano, la vostra vita
Qual fa di miseri schiera infinita!
Forse che oprimono i vostri artigli
La madre, e mancano di fame i figli?
Vedova Tortora piange il consorte
Cui forse o barbaro, voi deste morte?
Nè, mai quest' orrida funesta scena
Vi scuote l'anima? mai vi dà pena?
E fia che nascano in cuor sì fiero
I sensi teneri d' amico vero?
No: l' amicizia sol ben s' adatta
In alma a crescere che sia ben fatta.
Addio: celatevi: credete a noi:
Passion sì tenera non è per voi.
Ciò detto, volsero altrove il volo,
E il Gufo barbaro fu sempre solo.

Favole e Sonetti pastorali di Luigi Fiacchi detto il Casio

Pin It