
Poesia di Laurence Binyon
Io sono temuta più del cannone
Io scendo tra le genti come un'ombra,
io siedo accanto a ciascuno.
Nessuno mi vede, ma tutti si guardano in faccia,
e sanno ch'io sono lì.
Il mio silenzio è simile al silenzio della marea
che sommerge il campo di gioco dei bimbi,
simile all'inasprirsi del gelo nelle lente ore notturne,
quando gli uccelli al mattino sono morti.
Gli eserciti travolgono, invadono, distruggono,
con tuono di cannoni dalla terra e dall'aria.
Io sono più tremenda degli eserciti,
io sono più temuta del cannone.
Re e cancellieri dànno ordini;
io non do ordini a nessuno
Ma sono più ascoltata dei re
e più che non i fervidi oratori.
Io sono il primo istinto dei viventi...
Sono la Fame.
La marea cresce silenziosamente, avanza senza un rumore; eppure distrugge tutto ciò che incontra, cancella le tracce dei giochi dei bambini sulle spiagge. Allo stesso modo avanza la fame e si siede come u'ombra tra le persone
