
Poesia di Izet Sarajlic
“Già ad alta voce alle betulle ti recitavano i miei crepuscoli”
Già ad alta voce alle betulle ti recitavano i miei crepuscoli.
Già niente nella mia vita era tanto importante come te.
Già tutto attorno a me era solo una parte del mio totale mito di te.
Già nessun viale dov’eri passata poteva più chiamarsi solo viale.
Già tutto sapeva che saresti venuta, col cielo
i selciati già scommettevano per la vita sulla tua presenza.
L’avvenire aveva mille nomi e solo l’ultimo era solitudine.
L’avvenire già imitava i tuoi movimenti e il tuo modo di camminare.
09.08.1950
Da “Chi ha fatto il turno di notte” traduzione di Silvio Ferrari
