Poesia di Enzo Marcellusi
Aegri somnia
Fausto, per non so qual dolce inganno
oggi mi riconduco ai tempi andati.
Vengo di luogo dove barellati,
o morti, o in armi i miei fratelli stanno.
Pallido sono. Dentro questo aroma
d'ospedale, tra suore ed infermieri,
risorrido ai dolcissimi sentieri
d'un tempo: son guarito, sono a Romai
e tra un cader di sogni settembrini
ritornano, come ombre da roseti
disfatti, i nostri docili poeti:
Guido Gozzano e Sergio Corazzini.
Oh! tenerezza dell'incontro, sotto
un cielo alterno di nubi e di sole. -
Le quattro bocche più non han parole!
Sergio prorompe in un pianto dirotto;
ché presso, tra oscuri alberi, è un Tempio
e nel tempio una bara; e nella bara
una morta, - così, ad Assisi, Chiara -
bella d'una bellezza senza esempio.
Abbuja. Al canto de' convalescenti,
il suo corpo vapora con I'incenso...
Guarda: di Lei non resta che l'immenso
fluttuare degli aurei Paramenti.
da Intensità
