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Di Guglielmo al Valsoera
di Edoardo Ferrero

Nuvole tonanti con furore ci fanno palpitare il cuore

tremanti restiamo aggrappati alla pietra

sotto l'acqua pesante che ci innonda

che scende dal vento spinta lungo la parete.

Cade cascando come da rotta gronda

ma dall'ansia la bocca è riarsa dalla sete.

Da lampi e tuoni, come sordi e cechi

scendiamo in fretta senza disperazione 

cercando di salvezza l'occasione 

che dona un tornato chiarore 

e della valle i lontani echi.

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