
Poesia di Charles Bukowski
Per favore
Salvatemi da quei tipi li
dai loro confortevoli volti levigati
dalla loro rilassata sfrontatezza,
dalle loro gambe accavallate,
dalle loro scarpe di tela,
dai loro stomaci protundenti,
dalle loro menti ottuse,
dalla loro gelida cortesia,
dai loro pallidi sorrisi,
dal loro superfluo armeggio
col nostro tempo,
dal loro ingresso nella nostra vita
tramite terzi.
dio, la gente orrenda con cui hai
a che fare
solo perché del tutto solo
non vuoi stare.
questi zucconi,
t questi boccaloni,
questi invertebrati,
e le loro insopportabili
visitine
dietro le tapparelle,
rosicchiando cibarie,
centellinando il vino,
coi loro culi ingombranti
spaparanzati da qualche parte,
sempre disposti a fermarsi un giorno in più,
una settimana in più,
una vita in più,
così contenti,
deliziati
alla tua vista,
salvati per puro caso
dalla tua furia,
ingrassano davanti ai tuoi occhi
imbottendosi la bocca
di olive, frutta e patatine
sorridendo con labbra
turgide di vino...
qualcuno magari ci vede qualcosa
in quei tipi lì,
o ha bisogno di qualcosa
da loro
ma io rabbrividisco
fino alle mie sporche budella
incredulo
a quel che ho
davanti.
tanto quelli di nulla s'accorgono,
sbadigliano,
e stiracchiano le gambe
fino a occupare il mio
spazio.
please
save me tram them
and their smooth comfortable faces
and their relaxed
effrontery,
their crossed legs and their canvas
shoes,
their soft bellies, their soft .
minds, .
their cagey courtesy,
their pallrd smiles,
their needless tinkering with your
hours,
their entrance into your lire
through others,
god, the awful people you musi.
deal with
because you no longer live
alone,
these pieces of squash,
these polliwogs,
these suckerfish
and their unendurable
visitations,
there by the blinds,
nibbling bits of food,
savoring the wine,
sitting their dumb asses upon
the commodes,
staying an extra day,
an extra week,
an extra lire,
so content,
wallowing in your
sight,
saved from your fury through
circumstance,
they fatten before you
stuffìng theirmouths with
olives, fruit and chips,
smiljng through wine-wet lips...
others must see something in
them,
need something from
them
while I shudder in
my damned guts
in disbelief
at what con{ronts
me.
They notice nothing,
yawn,
and stretch their legs
through my
space.
