Poesia di Catullo
Furio e Aurelio
Tra i Sagi e i Parti armati delle frecce,
Sia ai mari che, sfociando in sette bocche,
Colora il Nilo
Sia se valicherà le alte Alpi,
Sulle vestigia di Cesare il grande,
Tra il Reno della Gallia e gli orridi ul-
Timi Britanni,
Qualunque cosa porterà il volere
Dei Celesti a tentare insieme pronti,
Alla ragazza mia in breve annunciate
Cose non buone.
Viva e stia bene coi suoi amanti
Che lei in trecento a sè tiene abbracciati,
Nessuno amando ugualmente, rompendo
Le reni a tutti;
Né guardi più, come prima, il mio amore
Che per colpa sua cadde come al ciglio
Del prato il fiore, quando andò e toccato
Lo ebbe l’aratro.
Furio e Aurelio per questi due compagni che sarebbero disposti ad accompagnare Catullo in capo al mondo, da Oriente a Occidente, fino agli estremi confini della Britannia. l'invocazione, prolissa e stilizzata, stride con la banalità e la volgarità del messaggio per Lesbia di cui i due amici sono depositari.
