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Poesia di Boris Pasternak
lo crescevo. Come Ganimede mi portavano

lo crescevo. Come Ganimede mi portavano
le intemperie, i sogni mi portavano.
Come ali ricrescevano le sciagure
e allontanavano dalla terra.
lo crescevo. E dei vespri tessuti
il velo mi avvolse.
Accompagnato da un brindisi di buon viaggio
e dallo scintillio malinconico del vetro,
io crescevo, e ecco già l'impeto degli avambracci
fredda l'abbraccio dell'aquila.
Sono lontani i giorni in cui precorritore,
amore, tu su di me fluttuavi.
Ma forse non siamo in quello stesso cielo?
In ciò appunto l'incanto dell'altezza,
come cigno che ha cantato il suo ultimo canto,
anche tu con l'aquila spalla a spalla.

1913, 1928

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