Poesia di Anna Maria Ortese
O tempesta marina! ...
O tempesta marina! Urli del vento / che furibondo lacera il mio cielo.
e questa casa misera percorre, / spaventa, investe.
Malinconia delle ingiallite stanze, / che non sanno ricevere tempeste,
quasi da un sonno deste, / che di sepolcro le odorava già.
Si può vivere ancora, urlo del vento?
O Barca, non tremare,
sii felice se l'onda / come un cavallo enorme ti sostiene
e ti scaglia. Rivedo il bel veliero / della mia fanciullezza: un po' di sole
sul bordo affaccendato, e la tremenda /
pace di un sogno. In sogno stanno uomini / preoccupati, con le cosce
brune,
i berrettini rossi. Uno si arrampica / sulla ondeggiante casa, uno
scompare,
tra le nubi, uno grida. Ululi strani / da una barca e dall'altra sulla
immane
forza del mare che ribolle e smuore / e s'alza e grida. Il sole, in questo
porto,
fa somigliare il mare / ad un campo di morti biancheggiante,
e le barche a sereni / castelli dove non può entrar la vita.
Vogliono entrare! Vogliono toccare / le sante porte, e mai
riusciranno: ondeggian come sogni / le barche sopra il mare.
