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Poesia di  Angiolo Silvio Novaro
Il canto del gallo

Quando al poggiuolo appaia
l'aurora mattiniera,
il gallo che sull'aia
dormì la notte nera,
si sveglia e canta: - E' qui!

E l'ode il carrettiere,
e mette al mulo i fiocchi,
mette le sonagliere,
e via con alti schiocchi
verso il fiammante dì

e l'ode la massaia,
l'inno del gallo roco,
e balza in piedi gaia,
e getta legno al fuoco,
occhiate al rosso ciel;

e l'ode la fanciulla,
e làvasi alla secchia,
e intanto si trastulla
con l'acqua che la specchia
nel tremulo suo vel;

ma il bimbo no, non l'ode;
e invano canta il gallo,
mentre l'aurora gode
tingere di corallo
il ciel che argenteo fu.

Il bimbo no! Ci vuole
la mamma che lo svegli;
che gli soffi parole
d'amore fra i capegli;
che: - Su, gli dica - su,
nel nome di Gesù!

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