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Poesia di A. Pettini
L'orologio del bambino

lo son proprio un bambino fortunato
dal dì che un orologio m'han donato.
La carica gli dò tutte le sere
anche prima di dir le mie preghiere.
Poi m'addormento e lui, sempre al lavoro,
col suo tic tac misura i sogni d'oro,
che faccio nel mio morbido lettino
presso la culla del mio fratellino.
La mattina mi sveglia e dice: « Su!
Fatti la croce in nome di Gesù,
perchè t'aiuti in tuttu la giornata
così che tutta sia bene impiegata,
senza capricci e senza impertinenze
senza rimbrotti e senza penitenze ».
Ecco l'ora del bagno, il caffe-latte;
la cartella è già pronta; a scuola, via!
dopo aver dato un bacio a mamma mia.
Ritorno, pranzo, compiti e ai giardini
vo' a fare il chiasso con gli altri bambini.
Poi le fiabe di nonna, le orazioni,
di babbo e mamma le benedizioni.
È notte scura... Non ne posso più,
mi butto a letto. E l'orologio, ve',
seguita a far tic tac accanto a me!
Lo sento e non lo sento:.  ti... to... tu...
Il tempo passa e non ritorna più.

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