Poesia di Marcos Pozuelo Casado
Rima XVII: una canzone d'amore all'aria
Ti cerco in quell'eterno manto turchese,
che si apre in spazi di felicità tra quei grigi nembi,
illuminata dalla chiara innocenza d'un palpitante astro,
una eterea sfera che ti nutre d'emozioni.
Ti osservo mentre balli tra quei lucenti raggi,
invasa da un imperterrito tremore,
alimentata dall'infinita passione del sole,
una pulsione che ti nutre d'amore.
Quando si apre il dì, e la luce nasce,
io mi risveglio con il tuo soffio e mi ritrovo nel tuo corpo,
accarezzato dai tuoi battiti, dei ritmici soffi che mi colorano di sentimenti,
una brezza impetuosa che mi colma di vita.
Quando si chiude il dì, e la luce muore,
il freddo dell'oscurità t'invade, costellato dai sui occhi bianchi,
rimasugli d'un impero di calore, lo sconfinato fremito che scuote i venti,
e dipinge di trasparenza il tuo corpo, ora opaco e spento.
-----------------------
Mentre riposi la tua carne vitrea su questo accogliente cerchio di acqua e terra,
Io guardo te e tu guardi me.
Siamo due creature separate,
ma allo stesso tempo due metà fuse in un unico insieme.
Ci amavamo tanto, che finimmo per essere un tutt'uno,
non so se si tratta di amore o di paura, o forse di tutte e due,
può darsi che questi due sentimenti siano la stessa cosa,
o uno il risultato dell'altro.
Una volta ci sentivamo soli, perché l'unica vita che conoscevamo era la nostra,
non essendo l'altro, non avevamo certezza manco della sua vita,
allora quale fu la soluzione? Ci fusimo insieme e diventammo un'unità,
questo fu il nostro viaggio, la ricerca della compagnia, la lotta contro lo sconosciuto.
Dicembre 2022 / Marcos - Drago1721
Libro di poesie: Tempesta di Plasma
