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Anniversario della liberazione
Il Partigiano
Il bersagliere ha cento penne
E l'alpino ne ha una sola,
Il partigiano ne ha nessuna
E sta sui monti a guerreggiar.
Là sui monti vien giu la neve

La tormenta dell'inverno.
Ma se venisse anche l'inferno
Il partigian riman lassu.
Quando viene la notte scura
Tutti dormono alla pieve,
Ma camminando sopra la neve
Il partigiano scende in azion.
Quando poi ferito cade
Non piangetelo nel cuore,
Perché se libero uno muore
Non importa di morir.

Il Partigiano, composto nell' estate del 1944 e diffuso fra le brigate della Resistenza ligure, ripete i temi e la tecnica di un antico motivo alpino. Composto forse da uno o più autori, è di chiara derivazione popolare. Le immagini scaturiscono nitide e semplici ed appaiono attinte a una realtà umile e nello stesso tempo eroica. Il motivo più valido dell'inno è dato dal nobile spirito di abnegazione con cui viene accettato il supremo sacrificio per la patria.
Nelle parole finali un soffio di poesia accompagna l'intuizione di un concetto che supera gli stessi orizzonti della lotta di liberazione del suolo nazionale, assumendo un grande valore epico ed universale: non c'è bene migliore della libertà per la quale vale la pena di sacrificare la vita.

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