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Tex Willer

1948 Tex Willer, l'uomo senza paura

Mondadori indovina il colpo anche con la collezione degli albi d'oro che alternano di numero in numero una storia disneyana e un racconto d'avventure. A partire dagli anni cinquanta un nuovo eroe western disegnato da De Vita e Paparella, l'invincibile cavaliere del Tewas Pecos Bill, ha l'onore di una collezionare
mondadoriana tutta per sè. Ma il debutto più importante è certo quello di Tex Willer, creato da Gianluigi Bonelli, con i disegni di Galleppini, nel 1948.
Primo bandito senza colpe e poi ranger senza paura, amico inseparabile del vecchio Kit Carson, Willer
è l'incarnazione del braccio violento di una legge portata a sparare e poi a pensare.
Pure Tex non è privo di una sua rigorosa moralità, che lo porta ad esempio a combattere il razzismo ant - indiano, tanto che sposa una tenera squaw (presto morta durante una epidemia provocata da loschi trafficanti bianchi)
e diventa addirittura capo dei Navajos, col nome di 'Aquila della notte'.
Gli abiti di Tex hanno avuto costante successo con punte massime proprio in quegli anni, nonostante l'età ormai più matura del personaggio.
Ospitato anche nelle riviste dei fumetti 'intellettuali' (Linus) protagonista di un libro- strenna tutto suo (Il mio nome è Tex, Mondadori, 1975)
Tex è passato anche alla televisione, a conferma della sua piena consacrazione divistica.

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