Poesie di William Butler Yeats
Lo sprone Nel 1923 vincitore del Premio Nobel per la letteratura. Il comitato per il Nobel descrive la sua opera come «poesia sempre ispirata, la cui forma altamente artistica esprime lo spirito di una intera nazione»
William Butler Yeats "Sailing to Byzantium" Poem animation
La maschera
Togli quella maschera d'oro ardente
Con gli occhi di smeraldo.
"Oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
Di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
Benché non freddi."
"Volevo solo scoprire quel che c'è da scoprire,
Amore o inganno."
"Fu la maschera ad attrarre tua mente
E poi a farti battere il cuore,
Non quel che c'è dietro."
"Ma io debbo indagare per sapere
Se tu mi sia nemica."
"Oh no, mio caro, lascia andar tutto questo;
Che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?".
Alla memoria di Eva Gore-Booth
di William Butler Yeats
La luce della sera, Lissadell,
Grandi finestre aperte verso sud,
Due ragazze in kimono di seta,
Entrambe belle, e una una gazzella.
Ma un delirante autunno strappa i fiori
Alla ghirlanda dell'estate; la più grande
È condannata a morte, perdonata,
E trascina i suoi anni solitari
A cospirare fra gli ignoranti.
Io non so cosa sogni la più giovane –
Forse una vaga Utopia – e sembra,
Ormai avvizzita e scarna come scheletro,
Proprio un'immagine di quella politica.
Talvolta penso di andare a cercare
L'una o l'altra, e parlare
Di quella vecchia casa georgiana, fondere
Le immagini della memoria, ricordare
Quel tavolo e i discorsi della giovinezza,
Due ragazze in kimono di seta,
Entrambe belle, e una una gazzella.
Care ombre, ora sapete tutto,
Conosco tutta la follia di una lotta
Con un torto comune, o una comune ragione.
Per chi è innocente e bello
Soltanto il tempo è nemico;
Levatevi, e ditemi d'accendere un fiammifero
E di accenderne un altro, finché non arda il tempo;
E se l'incendio dilaga
Correte pure a dirlo a tutti i saggi.
Noi costruimmo il gran gazebo, ed essi
Ci riconobbero colpevoli; ditemi
D'accendere un fiammifero e soffiare.
Canzone dell'amante
di William Butler Yeats
L'uccello sospira per desiderio d'aria,
Il pensiero per non so qual luogo,
Per il grembo il seme sospira.
Ora scende un medesimo riposo
Sulla mente, sul nido,
Sulle cosce sforzate.
Pena d'amore
di William Butler Yeats
Il clamore d'un passero sulle grondaie,
La luna brillante e tutto il latteo cielo,
E tutta quella famosa armonia di foglie,
Avean cancellato l'immagine dell'uomo ed il suo grido.
Una fanciulla sorse che aveva labbra rosse e dolenti
E sembrava la grandezza del mondo in lacrime,
Condannata come Odisseo e le navi travagliate
E orgogliosa come Priamo assassinato con i suoi pari.
Sorse, e sull'istante le grondaie piene di clamore,
Una luna che si arrampicava su un vuoto cielo,
E tutto quel lamento delle foglie,
Potevano soltanto comporre l'immagine dell'uomo e il suo grido.
I due alberi
di William Butler Yeats
Adorato, fissa lo sguardo nel tuo proprio cuore,
L'albero santo sta crescendo là;
Originano dalla gioia i sacri rami,
E i tremuli fiori tutti che ne vengono.
I cangianti colori del suo frutto
Han dotato le stelle d'un'armonica luce;
La certezza della sua occulta radice
Ha impiantato quiete nella notte;
L'agitarsi della sua chioma frondosa
Ha donato alle onde melodia,
E sposato le mie labbra con la musica,
Per te mormorando una canzone di mago.
Là i figli di Giove compongono un cerchio,
L'ardente cerchio dei giorni che ci appartengono,
Rotando, ergendosi su e giù
In quelle grandi vie frondose inconsapevoli;
Ricordando la chioma tutta scossa
E degli alati sandali il guizzare,
I tuoi occhi crescono pieni di tenera cura:
Adorato, fissa lo sguardo nel tuo proprio cuore.
Non volger più l'occhio nello specchio amaro
Che i demoni, con la loro astuzia sottile.
Innalzano di fronte a noi quando essi passano,
O solamente per poco tempo fissalo;
Giacché vi cresce un'immagine fatale
Che la notte tempestosa accoglie in sé,
E radici mezzo nascoste dalle nevi,
E rami rotti ed annerite foglie.
Poiché cose malate portano a sterilità
Nel fioco specchio che recano i demoni,
Specchio della stanchezza esteriore,
Fatto allorché Dio dormì nei tempi antichi.
Là, attraverso i rami rotti, vanno
I corvi del pensiero senza riposo;
Volando, gridando, su e giù,
Artiglio crudele e famelica gola,
Oppur si fermano ed annusano il vento,
E scuotono le logore ali; ahimè!
I tuoi occhi gentili divengono del tutto scortesi:
Non volger più l'occhio nello specchio amaro.
Innisfree, l'isola sul lago
di William Butler Yeats
Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d'argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un'arnia per le api da miele,
E solo starò nella radura ronzante d'api.
E avrò un po' di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d'ali di fanello.
Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l'acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.
Gli amici le portano un albero di Natale
di William Butler Yeats
Perdona grande nemica,
Senza pensiero irato
Abbiam portato l'albero,
E qui e lì comprato
Per adornare ogni ramo,
E lei dal letto rimiri
Cose graziose che rallegrino
Una fantasiosa mente.
Un po' di grazia donale
Anche se un occhio ridente
Ha spiato il tuo volto
Che muore.
Un campo d'erba
di William Butler Yeats
Quadro e libro rimangono,
Un campo d'erba verde
Per prendere un po' d'aria,
Ora che le forze del corpo se ne vanno;
Mezzanotte, una vecchia casa
In cui solo un topo si muove.
La mia tentazione è la quiete.
Qui al termine della vita
Né la sbrigliata immaginazione,
Né la macina della mente
Che ne consuma cenci e ossa,
Riescono a render nota la verità.
Mi sia concessa la frenesia di un vecchio,
Devo rifare me stesso
Fino ad essere Timone o Lear
O quel William Blake
Che bussò sul muro
Tanto che la Verità rispose al suo richiamo;
Una mente quale la conobbe Michelangelo
Tale da penetrare le nuvole,
O ispirata dalla frenesia
Da scuotere i morti nei sudari;
Del resto dimenticata dal genere umano:
La mente d'aquila di un vecchio.
Gli uccelli bianchi
di William Butler Yeats
Fossimo noi bianchi uccelli, mia amata, sulla spuma del mare!
La fiamma della meteora ci stanca prima di appassire
e la fiamma dell'azzurra stella bassa nel cielo crepuscolare
ci ha ridesta, mia amata, nel cuore una tristezza che non può morire.
Stanchezza esalano questi sognatori grevi di rugiade,
la rosa e il giglio; ah non sognare fiamma di meteora vagante,
né la fiamma dell'azzurra stella ch'esita mentre la rugiada cade:
ma ci muti la sorte in uccelli bianchi a galla sulla spuma errante!
Nostalgia d'isole innumerevoli mi tormenta e di danae prode,
dove ci dimentichi il Tempo e l'Affanno non osi calare;
lontani saremmo dal giglio e la rosa e la fiamma che rode,
solo fossimo noi bianchi uccelli, mia amata, sulla spuma del mare!
Il secondo Avvento
di William Butler Yeats
Ruotando e roteando nella spirale che sempre più si allarga,
Il falco non può udire il falconiere;
Le cose si dissociano; il centro non può reggere;
E la pura anarchia si rovescia sul mondo,
La torbida marea del sangue dilaga, e in ogni dove
Annega il rito dell'innocenza;
I migliori hanno perso ogni fede, e i peggiori
Si gonfiano d'ardore appassionato.
Certo qualche rivelazione è vicina;
Certo s'approssima il Secondo Avvento.
Il Secondo Avvento! E le parole sono appena dette
Che un'immagine immensa sorta dallo Spiritus Mundi
Mi turba la vista; in qualche luogo nelle sabbie del deserto
Una forma dal corpo di leone e dalla testa d'uomo
Con gli occhi vuoti e impietosi come il sole avanza
Con le sue lente cosce, mentre attorno
Ruotano l'ombre degli sdegnati uccelli del deserto.
Nuovamente la tenebra cade; ma ora so
Che venti secoli di un sonno di pietra
Furono trasformati in incubo da una culla che dondola.
E quale rozza bestia, finalmente giunto al suo tempo avanza
Verso Betlemme per esservi incarnata?
Lo sprone
di William Butler Yeats
Ti sembra orribile che lussuria e furia
Mi faccian scorta nella mia vecchiaia;
Non erano tanto assillanti quand'ero giovane;
Che altro mi resta per spronarmi a cantare?
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