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Home Poeti Classici Poesie di Gabriele DAnnunzio Il nome di Gabriele D'Annunzio

Il nome di Gabriele D'Annunzio

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Nel 1900 pubblica un nuovo romanzo, Il fuoco, che avrà un grande successo in Europa
Gabriele D'Annunzio nel 1897 viene eletto deputato per l'estrema destra, ma non si presenta mai alla Camera, se non due anni dopo, con un colpo di scena, per schierarsi con l'estrema sinistra. Dal 1898 abita a Firenze, alla Capponcina

















Donna, ebbe il tuo nome
una città murata
della pulverulenta
Argolide. E quivi era,
dicesi, un sentier breve
per discendere all'Ade
avaro, alle tenarie
fauci; sì che i natii
non ponean nella bocca
dei loro morti il prezzo
del tragitto infernale,
l'obolo tenebroso
pel nocchier dello Stige.
Ed ebbe anco il tuo nome
la figlia della grande
Elena, il fior di Sparta
bianco, il sangue di Leda
splendido come l'oro,
la nata di colei
che brillò su la terra
come un'altra Stagione,
delizia innumerevole,
face e specchio di Venere,
piaga del combattente.
Ermione, Ermione
dalla voce sorgevole
e talora virente
quasi tra capelvenere
acqua ombrosa, dagli occhi
nutriti di bellezza
e di frescura, nati
gemelli della Grazia
e del Sogno, Ermione
cara all'aedo, esperta
in tesser la ghirlanda
e la lode pel fertile
aedo che ti sazia
di melodia selvaggia,
il tuo nome mi piace
tuttavia come un grappolo
che a sera è nel cespuglio,
mi piace come un grappolo
d'uva nera il tuo nome,
come il fiore del croco
e la pioggia di luglio.


 

 
 

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