
Poesia di Franco Fortini -
Gli alberi -
La poesia, pubblicata nel 1973 nel volume Questo muro, è un'amara riflessione sulla condizione dell'uomo e della natura, entrambi soffocati da un male, entrambi strozzati. di polvere e di fumo. L'uomo, preso dai nuovi ritmi di vita, ha rotto
l'equilibrio con la natura; ma tutto gli sembra ancora uguale, e non ricorda neanche più quanto verde c'era né gli interessa ricordarlo.
La rottura del legame con la natura significa, perciò, spezzare il rapporto anche con il proprio passato, con la storia.
Nella poesia l'amarezza della riflessione non si traduce in disperazione, ma nemmeno si apre a un facile ottimismo su una possibile, futura riconciliazione dell'uomo con la natura.
Compito del poeta, secondo Fortini, è quello di invitare i lettori a prendere coscienza insieme con lui della situazione: è questo il significato che emerge da immagini di apparente realismo autobiografico, che sono lo spunto per avviare una riflessione sul destino collettivo dell'umanità. .
Il linguaggio è lineare e scarno: Fortini non lo amplifica con una ricca aggettivazione, non indulge a creare effetti suggestivi, non sperimenta audaci soluzioni poetiche.
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Poesia di Franco Fortini -
Gli alberi -
Gli alberi sembrano identici
che vedo dalla finestra.
Ma non è vero. Uno grandissimo
si spezzò e ora non ricordiamo
più che grande parete verde era .
Altri hanno un male.
La terra non respira abbastanza.
Le siepi fanno appena in tempo
a metter fuori foglie nuove
che agosto le strozza di polvere
e ottobre di fumo.
La storia del giardino e della città
non interessa. Non abbiamo tempo
per disegnare le foglie e gli insetti
o sedere alla luce candida
lunghe ore a lavorare.
Gli alberi sembrano identici,
la specie pare fedele.
E sono invece portati via
molto lontano. Nemmeno un grido,
nemmeno un sibilo ne arriva.
Non è il caso di disperarsene,
figlia mia, ma di saperlo
mentre insieme guardiamo pi alberi
e tu impari chi è tuo padre.
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